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I will

E via, a leggere la Repubblica, l'Internazionale, nottate fuori dai bar a scambiarsi indignazione. "Il problema è il berlusconismo, è una vergogna, ah speriamo in Nichi, alla manifestazione pacifica, una vergogna, ma lui c'ha le televisioni, ha detto Travaglio che stavolta è quella buona, ah, ma io mi sono stancato, basta, vorrei del prosecco, firmiamo la petizione online, fico il video della Sora Cesira sul bungabunga, lui non è il mio presidente, mi iscrivo alla pagina di facebook, sono uscite nuove intercettazioni sul Fatto, che schifo, ha pure settant'anni, comunque il centrosinistra non ha fatto una legge sul conflitto di interessi, ah, ma infatti Di Pietro è l'unico che c'hai i coglioni, no, io preferisco Grillo, beh, ma vieni al No B. Day, il mio tweet di indignazione è stato ritwittato da centodieci persone".

Non so chi mi raccontò che sulle navi da carico, in tempi mediamente lontani, per risolvere il problema roditori, era praticata l'usanza di mettergli un chicco di pepe nel culo. Gli amici topi impazzivano letteralemente e cominciavano a sbranarsi l'un l'altro. Qualcosa del genere.

Petizione (non sono richieste firme)

Perché non tutto fa brodo e io non credo nella democrazia. Perché sicuramente fa figo, ma forse è meglio lascialo là. Perché scrivere "viva la figa" sull'Ultima cena forse è brutto, ma farlo su un casermone anni settanta è lecito. Perché da piccolo avevo un libro illustrato del Cavallino di fuoco e si sà, l'infanzia è un luogo sacro. Perché, ormai, va bene Pasolini che ve lo siete masticato e sputato (e vomitato) e calpestato all'infinito... Perché ci vuole umiltà, e se proprio non ci si riesce almeno ironia (o simpatia o giocosità-ah!).
Appendice: a ciascuno il suo:
1. Beati quelli che pur non avendo visto crederanno: "ANDATE A VEDERLI DAL VIVO E POI PARLATE GRANDISSIMI E POLITICISSIMI !"
2. E=mc2, spesso: "Spesso è facile giudicare male una cosa quando non si è in grado di comprenderla"
3. Orizzonti: "fino a poco fa credevo che l'alternative fosse solo marlene, verdena e afterhours.. mi sbagliavo ci sono grandi gruppi con troppa poca notorietà e con rispetto a quanto meriterebbero.. il teatro degli orrori sono un grande gruppo!"

Re: Primo amore di Mattero Garrone

"Tutti i ossi torna al so logo." - proverbio vicentino

E' un film violento, pesante come l'oro icona della psicosi di purezza di Vittorio, primitivo come la parlata veneta, ti lascia un peso (e quanta retorica si potrebbe fare qui) dopo averti troncato il respiro ogni minuto.

E' ispirato al crimine perpetrato da Marco Mariolini, e al suo libro autobiografico (se così si può definire) "Il cacciatore di anoressiche". Vittorio è un orafo vicentino, con un singolare quanto agghiacciante disturbo psichiatrico che lo porta a desiderare una compagna anoressica e di conseguenza a spingere (atrocemente) all'anoressia Sonia, ragazza conosciuta tramite un annuncio.

Gorbaciof di Stefano Incerti

Gorbaciof è inutile, un film che oggi risulta trascurabile, un esercizio. Però Toni Servillo, lo sanno tutti, è bravissimo, e a me basta veder lui un'oretta e mezza per apprezzare un film. Un film italiano, che tra i suoi più stretti contemporanei nei cinema (non faccio nomi) fa la sua porca figura. Da menzionare anche la stupenda colonna sonora e le cinquantenni imborghesite sedutemi affianco, che, dopo aver guastato la mia visione con continue chiacchiere e commenti idioti, hanno manifestato il loro gradimento sul finale, alzandosi e sussurrandosi vicendevolmente "che cagata!". Io non sono d'accordo! (E per l'odio che provo per quel genere non lo sarei neanche se fosse una vera cagata).


Re 2001: La stanza del figlio di Nanni Moretti

Precisazione: è da stronzi guardare un film pensando all'intera carriera del regista che l'ha girato (è da stronzi anche parlarne in questi termini).

Opinione: qualcosa di estremamente toccante, e quasi privo di retorica. Sembra di stare sospesi su un filo finissimo per due ore con la costante paura di una facile caduta, ma non arriva mai. Si rimane lì, completamente rapiti dal dolore così profondo e mai banale. Si entra in un mondo così vicino, vero e tangibile e si condivide la perdita con i personaggi. Si assiste ai meccanismi di una famiglia e di un padre così simile al nostro (mio), si prova pena e imbarazzo e si accenna un sorriso commosso, alla fine. Credo che di film così ce ne siano pochi.

Italian Spiderman

Vi prego di guardare questo film.

Re 1998: L'ultimo capodanno di Marco Risi

"L'è cum di' putèna mla volpa. " - E' come dire "puttana" alla volpe.

"E' meglio il libro". Forse la più popolare frase del cazzo che tutti dicono ma che non significa nulla. Un libro è un libro, un film è un film. Sono due mezzi differenti. Un libro non potrà mai essere meglio di un film (e viceversa) perché, semplicemente, sono due cose diverse. Non accostabili in maniera così netta. Il problema sta nelle aspettative, nell'immagine che, quando si legge un libro, ci si fa nella capoccia. Quando poi qualcuno da quel libro ci fa un film ci si incazza perché ovviamente l'immagine non corrisponde. Ma, con un piccolo sforzo, si può guardare il film come se fosse un film, e, sorvolando in questo caso su quell'essere strano che è Iva Zanicchi (detta l'aquila di Ligonchio) di soddisfarsi.



Draquila di Sabina Guzzanti

Devo confessare che provo una certa avversione per Sabina Guzzanti, non mi piace la sua comicità supponente e arrogante e di conseguenza ho visto questo film con molte riserve.

Tutta la vita davanti di Paolo Virzì

Ho visto il film assieme ad un'amica ex-centralinista secondo cui tutti dovrebbero vederlo per rendersi conto di certi ambienti lavorativi dell'Italia di oggi.

L'uomo che verrà di Giorgio Diritti

C’era bisogno di un film sull’eccidio di Monte Sole e c’era anche bisogno che fosse come questo: solido e lineare.

La voce di Pasolini di Matteo Cerami e Mario Sesti

La quarta di copertina avvisa: "Non è il solito documentario su Pasolini".
Io avviso lo quarta di copertina: "Ce ne vorrebbero di documentari su Pasolini".
La sua produzione è infatti sterminata e copre una grande gamma di tematiche, è quindi sempre bello trovare su uno scaffale un nuovo reperto video a lui dedicato. "La voce" è in realtà quella dello stupendo Toni Servillo che recita testi del poeta mentre scorrono filmati e fotografie.

Matematico e impertinente di Piergiorgio Odifreddi

Nell'immaginario popolare (perlomeno per quanto riguarda la mia generazione) la matematica è considerata come qualcosa di noioso e poco affascinante, quante volte il vostro compagno di banco s'è ribellato interrogando il professore sull'utilità della materia?


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