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Black Swan di Darren Aronofsky

Lo faccio davvero a malincuore, ma devo ammetterlo: Darren Aronofsky è un buon regista. Si era reso odioso con l'odioso Requiem for a dream, gioiello dell'accattivante fine a se stesso, vomito ignorante e bieco (non faccio considerazioni su π) e io l'ho sempre odiato, anche per le sue affinità con il mondo dell'hip hop. Poi, carico di pregiudizi, vidi The Wrestler e non riuscii a snobbarlo nonostante qualche pecca di faciloneria e, sopratutto, sperando fosse un caso isolato. Speravo male, e pensavo male anche riguardo Natalie Portman (ma non voglio certo stare a fare considerazioni sulle capacità attoriali, è roba da stronzi); ci ho provato, e qualche volta ci son pure stati dei frangenti protoparaculo, ma non me la sento di dir nulla di male riguardo a questo film.

Re: Primo amore di Mattero Garrone

"Tutti i ossi torna al so logo." - proverbio vicentino

E' un film violento, pesante come l'oro icona della psicosi di purezza di Vittorio, primitivo come la parlata veneta, ti lascia un peso (e quanta retorica si potrebbe fare qui) dopo averti troncato il respiro ogni minuto.

E' ispirato al crimine perpetrato da Marco Mariolini, e al suo libro autobiografico (se così si può definire) "Il cacciatore di anoressiche". Vittorio è un orafo vicentino, con un singolare quanto agghiacciante disturbo psichiatrico che lo porta a desiderare una compagna anoressica e di conseguenza a spingere (atrocemente) all'anoressia Sonia, ragazza conosciuta tramite un annuncio.

Re 2001: La stanza del figlio di Nanni Moretti

Precisazione: è da stronzi guardare un film pensando all'intera carriera del regista che l'ha girato (è da stronzi anche parlarne in questi termini).

Opinione: qualcosa di estremamente toccante, e quasi privo di retorica. Sembra di stare sospesi su un filo finissimo per due ore con la costante paura di una facile caduta, ma non arriva mai. Si rimane lì, completamente rapiti dal dolore così profondo e mai banale. Si entra in un mondo così vicino, vero e tangibile e si condivide la perdita con i personaggi. Si assiste ai meccanismi di una famiglia e di un padre così simile al nostro (mio), si prova pena e imbarazzo e si accenna un sorriso commosso, alla fine. Credo che di film così ce ne siano pochi.

XXY di Lucía Puenzo

Raccontare di un ermafrodita senza scadere in situazioni penose o romanticheggianti è prova di grande onestà.

12 di Nikita Mikhalkov

A Mosca una giuria composta da dodici uomini si trova a votare riguardo al caso di un giovane ceceno accusato di aver ucciso il padre adottivo (russo), il verdetto sembra certo ed i giurati convinti della colpevolezza, tranne uno.

Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson


A volte mi capita di trovarmi ad esultare di fronte ad un film, come farebbe un tifoso che guarda la partita, succede particolarmente con i film dai quali mi aspetto qualcosa.

L'uomo che verrà di Giorgio Diritti

C’era bisogno di un film sull’eccidio di Monte Sole e c’era anche bisogno che fosse come questo: solido e lineare.

Welcome di Philippe Lioret

Calais è una città nel nord della Francia, la più vicina
alla costa inglese; molti immigrati senza permesso di soggiorno vi si recano per tentare di raggiungere l’Inghilterra.

Matematico e impertinente di Piergiorgio Odifreddi

Nell'immaginario popolare (perlomeno per quanto riguarda la mia generazione) la matematica è considerata come qualcosa di noioso e poco affascinante, quante volte il vostro compagno di banco s'è ribellato interrogando il professore sull'utilità della materia?


Skhizein di Jérémy Clapin

E' difficile, trattando di disagi psichici, creare qualcosa di estremamente poetico senza scivolare in una retorica da quattro soldi che fa perno su pena e compassione.
Skhizein ci riesce nel migliore dei modi, ed è solo film d'animazione!

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